La Festa  Patronale

SAN PANTALEONE,  Medico e Martire

25-26-27-28 luglio

La festa Patronale di San Pantaleone, fino alla fine degli anni '80, si celebrava il 27 aprile come festa "principale", in cui vi erano festeggiamenti religiosi e civili; mentre il 27 luglio, giorno proprio del Martirio del Santo, veniva celebrata soltanto la festa liturgica.

Questo ordine di date venne poi cambiato perché la tradizione di celebrare la festa ad aprile perse il suo fondamento, che era legato non tanto a un ricordo particolare dell'intervento del Santo per la comunità ma ad un tempo in cui la popolazione, libera dai lavori campestri, era esclusivamente intenta alla vendita dei prodotti agricoli, come piselli, fave ecc., per il cui guadagno poteva dare il proprio contributo per la festa.

Venendo a cadere ogni precedente motivazione, si è preferito spostare la festa del Patrono al 27 luglio, sia per darci un significato prettamente religioso, volendo ricordare il Santo nel giorno del martirio, cioè della sua nascita al cielo, e sia per dare l'occasione agli emigrati di partecipare alla festa.

La festa di San Pantaleone si celebra il 25-26-27-28 luglio con una Novena di preghiera e di riflessione e con manifestazioni civili.

Si fanno due processioni: il 25 luglio con una fiaccolata e il 27 luglio in forma più solenne, nella quale molti bambini indossano lo stesso abito del Santo. Lungo il percorso della processione vengono appesi ai balconi le coperte più belle e alcune di queste hanno l'immagine ricamata di San Pantaleone.

È una festa che coinvolge non solo i fedeli della comunità parrocchiale del paese ma anche molta gente dei paesi vicini, i quali si affollano ogni anno dinnanzi alla Statua di San Pantaleone ed elevano lode, riconoscenza e ringraziamento e si prostrano riverenti per chiedere grazie e favori.

"Il Misericordioso", come dal cielo venne proclamato nel giorno del Martirio, continua ad effondere grazie ed aiuti su quanti si rivolgono a Lui, come "all'amico fedele, al forte protettore, al medico per questa e l'altra vita".  

San Pantaleone vive sempre in mezzo a noi con il suo spirito e con la reliquia dell'Osso; si può applicare a lui la bella frase del poeta Ugo Foscolo: è il Martire della sua patria ma, per l'amore e per la presenza del suo spirito e dell'Osso del suo corpo, è nostro!

In armonia con tante bellezze di cielo, di terra, dai cuori si eleva un solenne e giocondo inno che canta il trionfo, la gloria del Martire e il vanto di Papanice.

San Pantaleone, che questo paese elesse come suo trono di grazia e di gloria, è per tutti difesa ed esempio per una vera vita cristiana; confronto continuo tra la sua e la nostra fede.

Sia Egli la nostra guida sicura nel tormentato salire verso il cielo.

La statua

La statua lignea del Medico e Martire San Pantaleone, ricoperta da un sottile strato di gesso, venerata a Papanice e conservata nella chiesa Parrocchiale dei SS. AA. Pietro e Paolo, collocata in una nicchia al centro dell'altare maggiore, raffigura il Santo che dà la guarigione al paralitico inginocchiato ai suoi piedi. Questo è l’ultimo miracolo terreno che San Pantaleone fece al cospetto di Galerio Massimiano, genero e successore dell’Imperatore Diocleziano, che, invece di calmarsi e di ravvedersi, l’empio tiranno si esasperò ancora di più, tanto da farlo ricorrere ai supplizi, cioè a quelle pene terribili inflitte dal diritto penale romano a quanti erano giudicati ribelli alle leggi. Il volto del Santo molto giovanile e delicato, signorile e grazioso, splendente e attento, esprime grande tenerezza e dolcezza, mentre le braccia in diversa posizione esprimono accoglienza paterna, preghiera che si eleva verso l’alto (Dio), umile servizio e sentimenti di pietà e di misericordia. Nel complesso è una statua imponente che attira subito lo sguardo di tutti, è unica nel suo genere perché in tutti i luoghi dove si venera S. Pantaleone non c’è un’altra simile a questa. La statua risale al 1600 circa e pesa 103,60 Kg. 

             LA    FESTA    DI               MARIA SS.ma della PIETA'

2° settimana di settembre

                                                                       

L'altra Festa del paese è quella di MARIA SS.ma DELLA PIETA’ più comunemente detta festa della "Madonna della Pietà" che si celebra nella seconda settimana di settembre.

Anche questa festa viene preparata con una Novena e spesso con qualche manifestazione civile.

Il quadro si trova nella Chiesa dedicata a Maria SS.ma della Pietà che è una Rettoria.

È una festa secondaria della Parrocchia, ma è molto sentita da tutta la comunità per la sua grande devozione alla Madonna.

 

Il quadro e il suo restauro

L’opera pittorica che raffigura Maria SS.ma della Pietà è una “pala d’altare” datata 1882 e firmata dal pittore crotonese Vincenzo Alfì, Quindi un opera meritoria e di grande pregio.

Il quadro è di dimensioni piuttosto notevoli (m.2,40 circa x 1,80 circa) ed è stato ricavato da una tela di lino tessuto con telaio manuale.

Don Angelo Elia, appena conclusa la festa di Maria SS.ma della Pietà nel settembre del 2006, ha affidato il restauro alle amorevoli cure del Prof. Gianfranco Barbera di Crotone.

Dopo 6 mesi di restauro l’11 marzo 2007 si è tenuta inaugurazione della tela restaurata nella Chiesa Parrocchiale e dopo la liturgia è stata trasportata in processione nella Chiesa di Maria SS.ma della Pietà e collocata al suo posto in maniera definitiva. Quindi la festa di Maria SS.ma della Pietà del settembre del 2006 è stata l’ultima festa che ha visto l’uscita del quadro originale.

La  festa di Maria SS.ma della Pietà del settembre 2007 è stata la prima festa con l’uscita della riproduzione della tela di Maria SS.ma della Pietà incastonata in una nuova portantina in legno fatta su misura, tale riproduzione è esposta nella Chiesa Parrocchiale. La riproduzione della tela misura circa la metà di quella originale, ma incastonandola nella sontuosa portantina ritorna quasi alle misure della tela originale.

La descrizione del quadro

Venendo ai dettagli e come si può vedere dalla foto, il quadro raffigura la deposizione del Cristo morto, secondo i tradizionali canoni dell’iconografia classica.

La figura centrale del Figlio di Dio è tenuta fra le braccia dell’addoloratissima Vergine Madre, sulla sinistra si vedono le pie donne e sulla destra S. Giovanni e la Maddalena; sulla parte alta della tela a sinistra è dipinto un angelo in sembianze di bambino che stende tra le mani un fazzoletto nel cui interno è il volto do Gesù.

Nella parte destra e sempre in alto, un altro giovanissimo angelo regge la colonna presso la quale avvenne la terribile fustigazione del Nazzareno, per opera di Ponzio Pilato su istigazione degli Ebrei della sinagoga.

In basso a sinistra  si vede il cartiglio con la scritta INRI (= Iesus  Nazarenus Rex Iudeorum), i nomi dei committenti e diversi chiodi, martello e tenaglia.

In tutto in un’atmosfera cupa e drammatica, di gran dolore, illuminata però da Dio Padre, la cui sfolgorante luce illumina dal retro della croce tutta la scena alla quale fanno da sfondo le colline del Golgota nei pressi di Gerusalemme.

 
   
   
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 
 
 

 

 

 


Ultimo aggiornamento 04 dicembre 2016