a cura di Pasquale Paglia

 

 

La cerimonia si è tenuta domenica scorsa nella chiesa dei santi Pietro e Paolo di Papanice

FUSO L'ORO PER SAN PANTALEONE

Con il metallo sarà realizzata una raggiera dall'orafo Affidato

   

Dalla comunità cattolica di Papanice sarà ricordata a lungo la festa che si terra quest'anno a fine luglio, come tradizione, poiché il capo della statua del santo patrono di Papanice, san Pantaleone, sarà adorato da una nuova raggiera in argento, oro e pietre preziose realizzata dal maestro orafo Michele Affidato.
La nuova raggiera sarà realizzata con l’oro donato al patrono, nel corso degli anni, dai fedeli della frazione di Crotone, ed a cui si sono aggiunti ulteriori preziosi di una raccolta conclusasi domenica scorsa.
Proprio domenica 18 aprile, dalle ore 18 alle ore l9.30 circa, nella chiesa parrocchiale che custodisce la statua di san Pantaleone ed intitolata ai santi Pietro e Paolo, si é tenuta la cerimonia di fusione dell'oro raccolto.

Alla funzione, coordinata dal parroco don Angelo Elia, hanno partecipato con grande emozione numerosi fedeli. Presente anche l'assessore comunale alla Cultura ed ai Beni culturali, Silvano Cavaretta. E d’altronde ciò che si sano prefissi il parroco ed il Consiglio pastorale affidando l'incarico proprio ad Affidato, uno degli orafi più ricercati per la realizzazione delle opere sacre, é quello di realizzare une corona che possa arricchire il patrimonio d'arte sacra della nostra regione. Durante la cerimonie di fusione, la comunità papanicese ha anche avuto modo di vedere all’opera il maestro Affidato che ha prima selezionato collane ed anelli donati, ripulendoli delle pietre che li adornavamo, ed ha poi proceduto alla fusione del metallo davanti all'altare. Dalla sua fornace portatile é stato ricavato un lingotto d’oro di circa 800 grammi di peso.

Il culto per san Pantaleone é molto radicato nel borgo collinare di Crotone. In passato, quando l'economia della frazione era più legata all'agricoltura, oltre alla tradizionale festa di fine luglio, detta anche la festa grande poiché può contare sulla presenza dei tanti emigrati, si celebrava pure una festa di primavera, ad aprile, che era ben augurante per un ricco raccolto nei campi. Il santo, medico e martire, è anche protettore dei medici e delle ostetriche.

(e.g.)
 

 

Tratto da “Il Crotonese” del 20 aprile 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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