a cura di Pasquale Paglia

 

 

Il coro parrocchiale ha proposto un repertorio di canzoni tradizionali sulla Natività

 SUCCESSO PER IL CONCERTO DI NATALE

 

 

Il coro parrocchiale, attivo da ormai trent’anni a Papanice, ha promosso nei giorni scorsi la seconda edizione del Concerto di Natale. Un suggestivo viaggio nelle più belle melodie della natività, tra brani della tradizione popolare e composizioni classiche, come “Tu scendi dalle stelle, Gesù Bambino di Yon, Astro del ciel, Adeste fidelis, Ave Verum”, che hanno fatto rivivere le vecchie tradizioni natalizie facendo predisporre in un clima di ascolto come quello della preghiera, alternati a canti molto animati, come “Gioia nel mondo, Anche quest’anno è Natale” e tanti altri canti.

Il tempo e i sacrifici degli organizzatori, Roberto Stricagnoli anche voce solista come tenore nel concerto, Francesca Stricagnoli che da quando il coro si è formato circa sta mantenendo unita con costanza e sacrifici questo magnifico gruppo, Francesco Megna componente dello stesso coro, il parroco don Angelo Elia, dal quale è partita l’iniziativa e Pasquale Paglia, tecnico dell’audio, è stato sicuramente appagato dal risultato ottenuto, non solo scaturito dalla bravura dell’esibizione di tutti i partecipanti, ma soprattutto dal risultato che gli stessi organizzatori si erano prefissati di raggiungere, ossia quello di vivere tutti insieme una serata del Santo Natale. Il coro parrocchiale che ha eseguito i canti tradizionali del Natale, davanti ad una navata della chiesa stracolma di persone, che in silenzio ascoltavano irrompendo alla fine di ogni canto con un grande applauso. Ospiti eccezionali anche loro sono stati i ragazzi della piccola scuola di musica, nata da poco meno di un anno a Papanice, guidati dal maestro Pantaleone Megna, che hanno eseguito due pezzi della tradizione natalizia, uno e l’altro la sigla di un magnifico film., Ghost.

Gli organizzatori hanno inteso ringraziare tutti, i collaboratori esterni come Paola Emanuele, presentatrice della serata e Giuliano Cardace.

 

Tratto da “Il Quotidiano della Calabria” del 02 gennaio 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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