a cura di Pasquale Paglia

 

 

TERZA PARTE

L’EUCARESTIA, LA DOMENICA E I SACRAMENTI

 

u    Domenica, giorno del Signore

Questo giorno, giorno della risurrezione, caratterizza la vita della chiesa nascente fin dall’inizio (1 Cor 16,2). Tutte le apparizioni di Gesù agli apostoli avvengono di domenica e così la Pentecoste è il giorno del primo annuncio e delle prime conversioni (At 2,4;20,7-12; Ap1,10).

Nella domenica il cristiano è chiamato a ricordare la salvezza che gli è stata donata nel Battesimo e che lo ha reso uomo nuovo in Cristo. “Con Lui infatti siete stati sepolti insieme nel Battesimo, insieme siete stati risuscitati per la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti”. (Col 2,12; Rm 6,46).17

Ogni comunità, radunando tutti i suoi membri per la “frazione del pane” si sperimenta quale luogo in cui il mistero della chiesa concretamente si attua. È dunque il dies Christi (giorno di Cristo), è il dies Ecclesiae (giorno della chiesa), si celebra il sacramento dell’unità.

“In essa le famiglie cristiane vivono una delle espressioni più qualificate della loro identità e del loro ministero di chiese domestiche, quando i genitori partecipano con i loro figli all’unica mensa della Parola e del Pane di vita.18

La domenica ha un triplice ruolo nella vita del cristiano e della comunità:

-       giorno di accoglienza della Parola;

-       giorno di carità e di testimonianza: dedicarsi maggiormente alle opere di misericordia e di apostolato. Farsi Eucarestia, non solo riceverla;

-       giorno di gioia piena e di gratuità: la gioia della domenica non si connota tanto dall’abito nuovo o dal dolce in tavola o, se si vuole, neppure automaticamente perché qualcuno di casa è andato a Messa mentre gli altri erano ancora a letto. La festa comincia a vestirsi di gioia proprio dall’avere una possibilità maggiore di gustare il rapporto fra le persone, a partire da quelle di casa, di instaurare possibilità di incontri per scambi di gesti di gratuità secondo il metro delle circostanze, delle età e delle varie psicologie.

La presenza all’assemblea domenicale è per ogni cristiano un obbligo di coscienza fondato su una esigenza interiore che portò non pochi cristiani al martirio pur di non rinunciarvi.19

Nelle Messe domenicali della Parrocchia in quanto comunità eucaristica è normale che si ritrovino i vari gruppi, movimenti, associazioni. Questo consente loro di fare esperienza di ciò che è ad essi più profondamente comune: si tratta di salvaguardare e promuovere la vita e l’unita della comunità ecclesiale.

Nella messa domenicale dei fanciulli è necessario che ci sia la presenza dei catechisti per un servizio di testimonianza personale, di accoglienza, di animazione e ordine dei ragazzi del catechismo. [vedi pag. 53]

La domenica è anche dies hominis, giorno dell’uomo: di gioia, riposo, solidarietà.

Onorando il riposo di Dio l’uomo ritrova pienamente se stesso, la gioia di vivere e il desiderio di promuovere e donare la vita. “Osserva il giorno di festa per santificarlo…” (Dt 5,12).

 u   L’Eucarestia domenicale

Occorre dare particolare rilievo all’eucarestia domenicale e alla stessa domenica sentita come giorno speciale della fede, giorno del Signore risorto e del dono dello Spirito vera Pasqua della settimana.20

L’incontro col Risorto avviene con la duplice partecipazione alla mensa della Parola e alla mensa del Pane di Vita. In questa seconda mensa si attua la reale sostanziale e duratura presenza del Signore risorto attraverso il memoriale della sua passione, morte e risurrezione e viene offerto quel pane di vita che è pegno della gloria futura.21

Senza Eucarestia non c’è Chiesa perché non c’è Cristo, capo e maestro e nutrimento di essa, non c’è l’offerta (il pane spezzato) che rende possibile la nostra salvezza, non c’è il sangue per la remissione dei peccati, non c’è la Pasqua di Resurrezione.

Senza Eucarestia la stessa preghiera rimane un’espressione di desideri, non è vera intercessione, non porta guarigione. È Cristo che deve pregare in noi il Padre poiché egli è l’unico mediatore, sommo pontefice tra Dio e gli uomini. (cf. Eb 5,7)

Senza Eucarestia ogni ministero si affida alle risorse umane e viene visto solo per le sue qualità umane. Se è Cristo a vivere nel ministro, tutto quello che dice e fa, il ministro lo compie nel nome e nella persona di Cristo.

L’Eucaristia è presenza operante di Cristo ma attraverso il contributo dell’uomo.

“Nell’Eucaristia il sacrificio di Cristo diviene anche il sacrificio della Chiesa, le membra del suo corpo, la vita dei fedeli, la loro lode, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale e in questo modo acquistano un valore nuovo”22

L’Eucarestia autenticamente vissuta ci trasforma subito in testimoni ed evangelizzatori gioiosi di quanto abbiamo visto, udito, ricevuto (Gv 1). “partirono senza indugio” (i pastori), e non dopo i tentennamenti, dopo infinite richieste e in atteggiamento di timore, o pieni di pregiudizi o dopo “tanti perché” o “come mai”, sicuri di trovare il Signore.

 “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,19). Il Verbo ha compiuto la sua missione scendendo, calandosi in ogni nostra oscurità, con umiltà e con un profondo amore per gli uomini, per tutti noi peccatori. La chiesa umile e serva che scende accanto agli uomini soffrendo con loro in ogni debolezza può trasmettere davvero il Verbo della vita fino a far rinascere la speranza e la gioia nel cuore degli uomini.

La partecipazione all’Eucarestia sia veramente, per ogni battezzato, il cuore della domenica: un impegno irrinunciabile , da vivere non solo per assolvere ad un precetto, ma come bisogno di una vita cristiana veramente consapevole e coerente.23

Indicazioni Pastorali

-         Non si partecipa all’Eucarestia per abitudine o perché si accostano gli altri come specialmente avviene in occasione di Messe esequiali e matrimoniali.

-         Tantomeno pensare che è sufficiente accostarsi all’Eucarestia una volta l’anno in occasione di Natale e Pasqua o addirittura dopo diversi anni per sentirsi apposto come cristiani.

-         L’animazione della Messa festiva viene fatta dai catechisti di turno e dagli animatori liturgici;

-         Il canto sia scelto in sintonia con l’azione sacra e liturgica del giorno festivo (prova dei canti anche un po’ di tempo prima della Messa);

-         Fare in modo costante il richiamo alla puntualità, specialmente in occasione di celebrazioni matrimoniali, perché serve a creare un clima di preghiera, di silenzio, di ascolto continui durante la celebrazione;

-         La comunione agli ammalati (favorire questo gesto di grande valore umano e spirituale dopo la celebrazione della Messa domenicale mediante i ministri straordinari dell’Eucarestia).

 u   La celebrazione dei Sacramenti

1.     Battesimo:

il battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio  attraverso l’inserimento in Cristo e l’inabitazione del suo Spirito; per questo sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un etica minimalistica e di una religiosità superficiale.24

L’esperienza del Battesimo segna una svolta decisiva nella vita di Gesù: lascia la casa e si prepara a svolgere un ministero pubblico, ad assumere fino in fondo la propria missione di Inviato del Padre, predicando l’avvento del regno di Dio.25

Aiutare le famiglie a superare il concetto, pur buono, che si battezza “per tradizione”, per arrivare alle radici bibliche e teologiche che fanno del battesimo il sacramento della nuova vita; occorre che i genitori acquisiscano una responsabilità che non si ferma alla celebrazione: da questa nasce una vita che al pari di quella fisica chiede di crescere e quindi di essere alimentata.

 Indicazioni Pastorali

-         La preparazione adeguata viene fatta nella casa del battezzato da alcuni incaricati laici oppure invitando la famiglia a partecipare ad alcuni incontri tenuti in Parrocchia.

-         Insistere ancora per fare cambiare pienamente mentalità su quanto riguarda la celebrazione del battesimo di più bambini, perché non si pensi che sia esclusiva celebrazione battesimale del proprio bambino, facendo capire il significato ecclesiale di una celebrazione comunitaria.

-         Instaurare una festa di tutti i bambini battezzati nell’anno.

-         La celebrazione venga concordata con i genitori senza irrigidirsi sul giorno e l’ora, che non possono essere mantenuti per fattori extra come i parenti da lontano, orari di lavoro ed altro.

2.     Riconciliazione o Penitenza

Saper proporre in modo suadente ed efficace la pratica del Sacramento della Riconciliazione, facendo riscoprire Cristo come mysterium pietatis, colui nel quale Dio ci mostra il suo cuore compassionevole e ci riconcilia pienamente a sé. È questo volto di Cristo che occorre far riscoprire anche attraverso il Sacramento della Penitenza, che è per un cristiano “la via ordinaria per ottenere il perdono e la remissione dei suoi peccati gravi commessi dopo il Battesimo”.26

Indicazioni Pastorali

Per la comunità:

-         liturgie penitenziali in Avvento, Quaresima, festa di San Pantaleone e Madonna della Pietà.

Per i ragazzi del catechismo:

-         La preparazione è della durata di un anno;

-         Incontri formativi con le famiglie nel corso dell’anno catechistico;

-         Tempo della prima Confessione: Avvento-Quaresima;

-         Età indicata: otto - nove anni;

-         Ritiro spirituale almeno di mezza giornata con la partecipazione dei Catechisti interessati.

3.     Prima Comunione:

La Prima Comunione viene celebrata con incontri preparatori con i genitori e con la partecipazione sia alla solenne cerimonia in chiesa, sia alla festa nella famiglia. Si dà pieno appoggio allo stile di semplicità e di gioia che deve ben associarsi al significato spirituale e sacramentale della comunione e non si condividono tutte quelle iniziative che tolgono, o anche semplicemente distraggono dal significato spirituale: abiti di lusso, pranzi, bomboniere, regali inutili…

Indicazioni Pastorali

-         La preparazione è della durata di due anni;

-         Incontri formativi con le famiglie nel corso dell’anno catechistico e specificatamente per la preparazione immediata con i loro figli;

-         Ritiro spirituale almeno di mezza giornata con la partecipazione dei Catechisti interessati;

-         Liturgia penitenziale per i genitori;

-         Tempo: Maggio - Giugno;

-         Età indicata: nove o dieci anni;

-         Abito liturgico semplice ed uguale per tutti;

-         Un solo fotografo, evitando ogni indebita intrusione di estranei (o di parenti)

4.     Cresima o Confermazione:

"Con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo".27

La catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso dell'appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale e alla comunità parrocchiale.28

Indicazioni Pastorali

Deve essere preparata normalmente con molta responsabilità catechistica e con la partecipazione delle famiglie:

-         Infondere nell'animo dei ragazzi la convinzione che la preparazione alla Confermazione non è disgiunta dalla partecipazione alla Messa festiva;

-         La preparazione è della durata di due anni;

-         Incontro formativo con le famiglie dei ragazzi nel corso dell'anno catechistico e specificatamente per la preparazione immediata anche con i padrini;

-         Ritiro spirituale di preparazione almeno di mezza giornata con la partecipazione dei Catechisti interessati;

-         Liturgia penitenziale per le famiglie e i padrini dei cresimandi;

-         Per quanto riguarda l’età del cresimando la facciamo coincidere con l’età scolare degli alunni di scuola media;

-         È conveniente che come padrino venga assunto colui che possa dare buon esempio e aiuto spirituale al figlioccio.

5.     Unzione e cura pastorale degli infermi:

- È esempio di sensibilità umana, di pedagogia alla fede e di catechesi sacramentale innestare il problema del dolore, così drammaticamente presente nella vita, al mistero della salvezza operata da Gesù Cristo per mezzo della sua passione e morte in croce;

-         Usando una giusta sensibilità si può arrivare a celebrare il sacramento dell’unzione degli infermi in rapporto allo stato di infermità che può essere un imminente intervento chirurgico o lo stato di anzianità, senza particolari malattie, o lo stato di difficoltà pure dei bambini o di persone in giovane età;

-         Nella catechesi sia pubblica che famigliare si curi di educare i fedeli a chiedere se stessi l’Unzione e, appena ne verrà il momento, a riceverla con devozione grande, senza indulgere alla pessima abitudine di rinviare la ricezione di questo Sacramento quando l’ammalato non è più cosciente per non fargli prendere paura della morte imminente;

-         Si spieghi anche la natura e l’efficacia del Sacramento dell’Unzione a tutti coloro che prestano servizio ai malati;

-         Visitare gli ammalati periodicamente portando loro il conforto dei sacramenti.

6.     Matrimonio:

La nostra indicazione fondamentale è quella di far conoscere la coscienza individuale e comunitaria che la celebrazione di un matrimonio è celebrazione di un sacramento nel quale:

·        Attraverso il reciproco e definitivo dono degli sposi la comunità cristiana vive e celebra la sua unione sponsale col Signore Gesù;

·        I ministri del sacramento sono gli sposi. Devono quindi aver chiara la consapevolezza del loro ruolo e darne testimonianza a partire dalla liturgia nuziale;

Sulla base di questa consapevolezza prendono corpo alcune Indicazioni pastorali:

-         Dimensione eucaristica: preparare gli sposi a vivere l’eucarestia come parte “essenziale” del loro matrimonio nell’auspicio che se ne rendano interpreti anche presso famigliari e amici;

-         Corso preparatorio: gli sposi vengono invitati a partecipare al corso e a incontri di formazione spirituale in parrocchia che si tengono nei mesi di Maggio e Giugno;

-         Incontri di preparazione prossima alla celebrazione matrimoniale;

-         È gesto molto bello e previsto dal messale che una coppia celebri le nozze d’argento o d’oro in chiesa e possibilmente con tanta gente.

 7.     Esequie:

- Fare un'opportuna catechesi sul signi-ficato della morte cristiana;

-         Veglia di preghiera nella casa del defunto;

-         Visita alla famiglia del defunto per recare sollievo, confortarla nel dolore;

-         Non fiori, ma preghiere e opere di bene;

-         Ottavario di preghiera con la recita del Santo Rosario nella casa dei famigliari del defunto.

17 Giovanni Paolo II, Dies Domini, cap. II

18 Giovanni Paolo II, Dies Domini, 36

19 Cf. Giovanni Paolo II, Dies Domini,46

20 Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 35

21 Giovanni Paolo II, Dies Domini, 39

22 Eucharisticum Misterium, 3b

23 Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 36

24 Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 31

25 CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, 18

26 Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, 37

27 Catechismo della Chiesa Cattolica, 1285

28 Catechismo della Chiesa Cattolica, 1309

 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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