a cura di Pasquale Paglia

 

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N O V E N A   DI

SAN    PANTALEONE

 

I

Se Roma ed Atene decretavano agli uomini grandi e virtuosi gli onori della apoteosi, si dia pur da noi somma lode al nostro santo Nicomedese che, spezzando le insidiose lusinghe del fiero Massimiano, si consacrò a Colui che con la sua onnipotenza regge e governa tutto il mondo.

Deh! O gran Santo, vieni a riparare i nostri mali, a calmare i nostri affanni, a tergere le nostre lacrime ed a colmare l'abisso della nostra indifferenza.

Gloria al Padre…

  Lode si dia e gloria

al nostro Protettore

che forte vinse il barbaro

Massimiano allor.

   

II

Il nostro Santo non cura la nobiltà, rifiuta i tesori, chiude il libro del medico pagano Ippocrate, ed ascoltando le soavi persuasioni del santo sacerdote Ermolao, che gli parla dell'amore di Dio, frange ed atterra gli idoli falsi e bugiardi e si affretta e ricevere il santo Battesimo.

Fa, o S. Pantaleone, che noi ascoltiamo la voce di Dio che spesso ci chiama, affinché ci rendiamo meritevoli di conseguire l'eterna corona.

Gloria al Padre…

  Di Ermolao l'esempio

giovane segue ancor.

e l'acqua del Battesimo

riceve con ardor.

     

III

Pantaleone prega ed esorta suo padre Eustorgio, seguace del paganesimo, di disprezzare ed aborrire i falsi dei, e per convincerlo della verità di Cristo, dà alla sua presenza la vista ad un povero cieco.

Deh! O gran Martire, fa che la nostra cecità spirituale si dìssipi e che, alla luce delle eterne verità, ci sia dato di poter conquistare la beatitudine del paradiso.

Gloria al Padre…

  Alla celeste Patria

avvia suo genitor

donando a un cieco misero

la vista con stupor.

   

IV

O ìnclito nostro Protettore, nato per il cielo, pensasti che nella sola potenza di Dio, non già nella dottrina umana, si trova il potere di richiamare gl'infermi da morte a vita e che in prova di ciò hai restituito ad un fanciullo la vita, toltagli col veleno da una vipera.

Fa che noi vinciamo le lusinghe del mondo, i piaceri della carne, le insidie del demonio, che sono di ostacolo nel cammino della vita cristiana.

Gloria al Padre…

  Da morte fece sorgere

un fanciulletto, allor

che velenosa vipera

gli spense in seno il cor.

 

V

O atleta del Cristo, che vincesti i medici insidiosi e rivali dei tuoi prodigi, che hai restituito la vista ai ciechi, la vita ai moribondi, che hai dato il movimento agli storpi, la coscienza ai malati di mente, l'udito ai sordi e hai soppresso molte malattie epidemiche.

Fa che noi, mediante la tua grazia, poniamo tutta la nostra fiducia in Dio e in Lui solo, qual unico nostro rifugio.

Gloria al Padre…  

Contro di lui l'invidia

sparge tutto il rigor,

ma un giro di miracoli

l'atterra con vigor.

   

VI

O martire glorioso, che amasti Dio ed il simile per amore Suo, insinua nell'anima nostra l'amore verso Dio, unico nostro bene, l'odio al peccato, il desiderio della virtù.

Esaudisci le nostre preghiere, ogni volta che umilmente ti supplichiamo, e preservaci dai mali in vita e in morte.

Gloria al Padre…  

S'ami un Dio e il simile,

dicea, con puro amore,

sei pronto il Sangue a spargere

per esso in tutte l'ore.

   

VII

O invitto campione della religione di Gesù Cristo, che ci hai lasciato un sì bello esempio di virtù, subendo coraggiosamente il martirio e invocando fortemente il nome Santo di Dio in faccia al tiranno Massimiano.

Ti preghiamo di ottenerci la grazia di vincere il rispetto umano, di credere fermamente col cuore e di confessare coraggiosamente, sino alla morte, quella fede, che è il fondamento della nostra salvezza.

Gloria al Padre…  

Massimiano il perfido

invan gli dà terror

che Iddio invoca, e impavido

di lui non ha timor.

   

VIII

O potentissimo nostro avvocato, che, esposto alle più dure pene, invocavi Dio ed esortavi gli spettatori a convertirsi, mentre le bestie feroci si avvicinavano mansuete ai tuoi piedi, e le acque del mare formavano una solida base alle tue piante.

Ti preghiamo di mostrarci ancora una volta l'efficacia della tua grande intercessione e di far nascere in noi una vera devozione per meritare il tuo patrocinio.

Gloria al Padre…  

Le pene del martirio

a lui non danno orror,

rispettano tal vittima

le fiere e il mare ancor.

   

IX

O ìnclito nostro Protettore S. Pantaleone, che, legato a un vecchio tronco d'ulivo, ricevesti la palma della vittoria, a discapito dell'infame tiranno che con tutti i mezzi voleva farti perdere la corona immarcescibile di gloria.

Fa che noi tutti, stretti al tronco della croce di Gesù Cristo, possiamo vivere santamente da veri cristiani, imitando le virtù del Redentore, e dopo aver sostenute coraggiosamente le lotte della vita, possiamo esaltare la nostra anima nel nome Santissimo del Signore, e entrare in cielo a godere la gloria del Paradiso.

Gloria al Padre…    

Già sul capo sfolgora

il brando del littor,

che lo finì: ma l'anima

volò nel Cielo allor.

   

PREGHIERA

O S. Pantaleone benedetto, Protettore nostro, che dalla persecuzione del tiranno infernale ne usciste vittorioso, dando il tuo sangue per la fede in Gesù Cristo, proteggici in tutte le nostre necessità.

Tu foste campione della fede cristiana, da sempre conforto delle nostre famiglie, sii propizio, luce e conforto per la tua Papanice, di cui volesti essere l'angelo tutelare. Il tuo popolo ti venera, ti supplica in tutte le ore di sconforto, indegno del tuo patrocinio, ma, confidando nel tuo amore, fiducioso ricorre a Te. Stendi, o glorioso martire, la tua paterna protezione su di noi e sui nostri emigrati.

Fa che la chiesa ed il mondo assennato trionfi su ogni forma di male e fa che il sangue degli attuali martiri sia ancora seme di nuovi cristiani come al tempo della tua conversione alla fede.

Presenti al trono di Dio le nostre preghiere. Egli nulla ti nega. Ti ha dato a questo popolo come Protettore, e se Tu preghi per noi, saremo consolati.

 

Santo Protettore, Santo del nostro cuore confidiamo nelle tue preghiere e saremo certamente esauditi.

 
   
   
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 
 
 

 

 

 

 

 

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